Cultura, cucina, tortelli, cappelletti, tagliatelle, funghi, lambrusco, vino, torta, formaggio, grana, parmiggiano, salame, mortadella, prosciutto, cotechino, erbazzone, gnocco, lardo, lasagne, tortelli, quadretti, maltagliati, artusi, ristoranti, ricette, Il luogo dove la cultura e la cucina tradizionale trovano il loro forziere e il buon ricordo..
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Artusi
Introduzione
   Copertina
   Forza delle carni
   Frustata
   Glossario
   L'Autore a Chi Legge
   Norme d'Igiene
   Prefazio

Brodi Gelatine e Sughi
   Brodo
   Brodo per gli Ammalati
   Gelatina
   Salsa Spagnuola
   Sugo di Carne

Minestre
   Anolini alla Parmigiana
   Bomboline di Farina
   Bomboline di Patate
   Bomboline di Riso
   Cappelletti di Romagna
   Cuscussu'
   Farinata Gialla
   Gnocchi
   Gnocchi di Patate
   Maccheroni alle Sarde
   Maccheroni Bolognesi
   Maccheroni Francesi
   Maccheroni Napoletani
   Malfattini
   Mattoncini di Ricotta
   Mille Fanti
   Minestra di Semolino
   Minestra 2 Colori
   Minestra del Paradiso
   Minestra di Carne
   Minestra di Erbe
   Minestra di Krapfen
   Minestra di Latte
   Minestra di Nocciole
   Minestra di Pangrattato
   Minestra di Ricotta
   Minestra Pane Angelico
   Minestrone
   Panata
   Parpadelle al Coniglio
   Parpadelle Aretine
   Passatelli
   Passatelli di Carne
   Passatelli di Semolino
   Pasta alla Cacciatora
   Pasta con Arzavole
   Pastine sul Brodo
   Quaglie col Riso
   Ravioli
   Ravioli alla Genovese
   Ravioli di Romagna
   Riso ai Funghi
   Riso ai Piselli
   Riso ai Ranocchi
   Riso al Pesce
   Riso alla Cacciatora
   Riso alla Milanese
   Riso coi Gamberi
   Riso coi Pomodori
   Riso Colle Telline
   Riso Colle Tinche
   Riso con Zucchini
   Riso e Lusanighe
   Riso Nero di Seppia
   Semolino di Magro
   Spaghetti con Telline
   Spaghetti ai Piselli
   Spaghetti alla Rustica
   Spaghetti alle Seppie
   Spaghetti Balsamella
   Spaghetti con Acciughe
   Spaghetti con Naselli
   Spaghetti da Quaresima
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   Tagliatelle di Romagna
   Taglierini di Semolino
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   Tortellini alla Bolognese
   Tortellini all'Italiana
   Tortellini di Piccione
   Zuppa alla Francese
   Zuppa alla Stefani
   Zuppa Certosina
   Zuppa col Brodo
   Zuppa di Acetosa
   Zuppa di Fagiuoli
   Zuppa di Gamberi
   Zuppa di Lenticchie
   Zuppa di magro
   Zuppa di Ovoli
   Zuppa di Pane d'Uovo
   Zuppa di Piselli
   Zuppa di Piselli Secchi
   Zuppa di Ranocchi
   Zuppa di Zucca
   Zuppa Pure' di Piselli
   Zuppa Regina
   Zuppa Ripiena
   Zuppa Santia'
   Zuppa Spagnuola
   Zuppa sul Sugo
   Zuppa Toscana

Principii
   Baccala' Montebianco
   Crostini di Acciughe
   Crostini di Pollo
   Crostini Pollo e Salvia
   Crostini al Tartufo
   Crostini di Beccaccia
   Crostini di Capperi
   Crostini di Milza
   Crostini Diversi
   Crostini Fioriti
   Sandwichs

Salse
   Balsamella
   Salsa Bianca
   Salsa con Capperi
   Salsa del Papa
   Salsa di Acciughe
   Salsa di Magro
   Salsa di Peperoni
   Salsa di Pomodoro
   Salsa Genovese
   Salsa Gialla
   Salsa Maionese
   Salsa Maitre d'Hotel
   Salsa Olandese
   Salsa per Pesce
   Salsa Piccante
   Salsa Tartufata
   Salsa Tonnata
   Salsa Verde
   Sauce Ravigote

Uova
   Frittata con Rognone
   Frittata di Cavolfiore
   Frittata di Cipolle
   Frittata di Fagiolini
   Frittata di Spinaci
   Frittata in Riccoli
   Frittata in Zoccoli
   Frittate Diverse
   Uova Affogate
   Uova al Canape'
   Uova da Bere e Sode
   Uova Ripiene
   Uova Stracciate

Paste e Pastelle
   Pasta Matta
   Pasta per Pasticci
   Pasta Sfoglia
   Pasta Sfoglia a Meta'
   Pastella per Carne
   Pastella per Fritture

Ripieni
   Ripieno dei Polli
   Ripieno per Pasticci

Fritti
   Agnello alla Bolognese
   Agnello in Frittata
   Amaretti Fritti
   Bocconi di Pane Ripieni
   Bombe Composte
   Bombe di Semolino
   Bombe e Pasta Siringa
   Bracioline all'Uccelletto
   Carciofi Fritti
   Carote Fritte
   Castagnole
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   Coniglio Fritto
   Cotolette di Carciofi
   Cotolette Imbottite
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   Crocchette di Patate
   Crocchette di Riso
   Donzelline
   Fegato alla Cacciatora
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   Fegato di Maiale Fritto
   Frittelle di Riso
   Frittelle di Semolino
   Frittelle di Tondone
   Fritto alla Bolognese
   Fritto alla Garisenda
   Fritto alla Mostarda
   Fritto alla Romana
   Fritto di Cardoni
   Fritto di Chifels
   Fritto di Finocchi
   Fritto di Mele
   Fritto di Pasta Ripiena
   Fritto di Pesche
   Fritto di Ricotta
   Fritto di Semolino
   Fritto negli Stecchini
   Granelli Fritti
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   Pallottole di Patate
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   Pollo alla Cacciatora
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   Pollo Fritto coi Pomodori
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Lesso
   Pollo Lesso

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   Salsiccia coll'Uva
   Salsiccia con Uova
   Tortino di Pomodori
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Umidi
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   Anatra con Riso
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   Bracioline Scamerita
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   Budino alla Genovese
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   Carne alla Genovese
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   Cignale tra due Fuochi
   Coniglio in Umido
   Cosciotto in Cassaruola
   Costolette Cacciatore
   Cotechino Fasciato
   Cotolette alla Bolognese
   Cotolette col Prosciutto
   Cotolette Salsa d'Uovo
   Fegato alla Militare
   Fegato d'Oca
   Filetto alla Parigina
   Filetto con Marsala
   Folaghe in Umido
   Fricando'
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   Germano
   Girello alla Brace
   Lesso all'Inglese
   Lesso all'Italiana
   Lesso Rifatto
   Lingua al Sugo di Carne
   Lingua Dolce-Forte
   Lingua in Umido
   Lombata Ripiena
   Lombo Ripieno
   Manicaretto di Piccioni
   Ossobuco
   Pasticcio di Maccheroni
   Petti di Pollo alla Saute'
   Petto Ripieno
   Piccione all'Inglese
   Piccione coi Piselli
   Piccioni in Umido
   Pollastra in Umido
   Pollo alla Contadina
   Pollo alla Marengo
   Pollo colla Marsala
   Pollo colle Salsicce
   Pollo con la Panna
   Pollo Disossato Ripieno
   Pollo in Salsa d'Uovo
   Polpette
   Polpette di Trippa
   Polpettone
   Polpettone Fiorentino
   Quenelles
   Scaloppe Bolognese
   Scaloppe con Panna
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   Scaloppine in Tortino
   Scannello Annegato
   Sformato di Rigaglie
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   Sformato Rigaglie
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   Soufflet di Pollo
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   Vitella in Guazzetto
   Zampa Burrata

Rifreddi
   Arista
   Cappone in Galantina
   Cappone in Vescica
   Lingua alla Scarlatta
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   Pan di Fegato
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   Pasticcio di Cacciagione
   Pasticcio di Carne
   Pasticcio di Fegato
   Pasticcio di Lepre
   Pollo in Salsa Tonnata
   Rifreddo Vitella di Latte
   Scaloppe di Lingua
   Tordi in Gelatina
   Vitello Tonnato

Erbaggi e legumi
   Broccoli alla Fiorentina
   Broccoli Romani
   Carciofi in Gratella
   Carciofi in Salsa
   Carciofi in Umido
   Carciofi Ripieni
   Carciofi Ripieni di Carne
   Carciofi Ritti
   Carciofi Seccati
   Cardoni in Balsamella
   Cardoni in Gratella
   Cardoni in Teglia
   Cardoni in Umido
   Cavolfiore e Balsamella
   Cavolfiore Romagnolo
   Cavolo Bianco
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   Cavolo Ripieno
   Cavolo Verzotto
   Cipolline Agro-Dolci
   Cipolline ai Coteghini
   Cipolline in Istufa
   Fagioli e Zucchini Saute'
   Fagiuolini alla Vainiglia
   Fagiuolini all'Aretina
   Fagiuolini all'Uccelletto
   Fagiuolini e Balsamella
   Fagiuolini per il Lesso
   Fagiuolini Salsa d'Uovo
   Fave Fresche in Stufa
   Finocchi colla Balsamella
   Finocchi per Contorno
   Funghi Fritti
   Funghi in Gratella
   Funghi in Umido
   Funghi Mangerecci
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   Funghi Trippati
   Insalata di Patate
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   Pasticcio Carciofi Piselli
   Patate alla Saute'
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   Petonciani
   Petonciani Fritti
   Petonciani in Gratella
   Petonciani in Umido
   Piselli alla Francese
   Piselli col Prosciutto
   Piselli colla Carnesecca
   Pomodori Ripieni
   Sauer-Kraut
   Sedani al Lesso
   Sedani per Contorno
   Sformato di Carciofi
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   Sformato di Finocchi
   Sformato di Funghi
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   Sformato di Spinaci
   Sformato di Zucchini
   Sparagi
   Spinaci di Magro
   Spinaci per Contorno
   Tartufi alla Bolognese
   Tortino di Patate
   Tortino di Petonciani
   Tortino di Zucchini
   Zucchini col Regamo
   Zucchini con il Magro
   Zucchini Ripieni

Piatti di Pesce
   Acciughe alla Marinara
   Acciughe Fritte
   Anguilla
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   Anguilla coi Piselli
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   Anguilla di Comacchio
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   Arigusta
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   Arselle alla Livornese
   Arselli in Salsa d'Uovo
   Baccala' alla Bolognese
   Baccala' alla Fiorentina
   Baccala' Dolce-Forte
   Baccala' Fritto
   Baccala' in Gratella
   Baccala' in Salsa Bianca
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   Cicale in Umido
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   Cieche alla Pisana
   Cieche Fritte
   Conchiglie Ripiene
   Contorno di Sogliole
   Cotolette di Arigusta
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   Filetti di Sogliole al Vino
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   Nasello alla Palermitana
   Palombo Fritto
   Palombo in Umido
   Pasticcio di Magro
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   Pesce Squadro in Umido
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   Storione in Fricando'
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   Tonno Fresco
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   Tonno sott'Olio
   Totani in Gratella
   Triglie alla Livornese
   Triglie alla marinara
   Triglie alla Viareggina
   Triglie col Prosciutto
   Triglie di Scoglio

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   Anatra Arrosto
   Arnioni alla Parigina
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   Arrosto Morto con Aglio
   Arrosto Morto di Pollo
   Arrosto Morto Lardellato
   Bistecca alla Fiorentina
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   Cappone Arrosto
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   Cosciotto di Castrato
   Costolette alla Milanese
   Fegatelli in Conserva
   Gallina di Faraone
   Maiale nel Latte Arrosto
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   Pavone
   Pesce di Maiale Arrosto
   Petto di Vitella in Forno
   Piccione a Sorpresa
   Piccione in Gratella
   Pollo al Diavolo
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   Pollo Ripieno Arrosto
   Pollo Vestito
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   Sfilettato Tartufato
   Tacchino
   Uccelli Arrosto

Pasticceria
   Amaretti
   Baba'
   Bastoncelli Croccanti
   Biscotti alla Sultana
   Biscotti Croccanti
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   Biscotti della Salute
   Biscotti Teneri
   Biscotto
   Biscotto alla Sultana
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   Budino di Nocciuole
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   Dolce di Mandorle
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   Pane di Sabbia
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   Pasta di Farina Gialla
   Pasta Frolla
   Pasta Genovese
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   Pasticcini di Marzapane
   Pasticcini di Pasta
   Pasticcini di Riso
   Pasticcini di Semolino
   Pastine del The
   Pizza alla Napoletana
   Pizza Gravida
   Presnitz
   Quattro Quarti Inglese
   Quattro Quarti Italiana
   Ricciarelli di Siena
   Roschetti
   Salame Inglese
   Savarin
   Sfogliata di Marzapane
   Stiacciata alla Livornese
   Stiacciata coi Siccioli
   Stiacciata Unta
   Strudel
   Torta alla Marengo
   Torta con Pinoli
   Torta Frangipane
   Torta Mantovana
   Torta Ricciolina
   Torta Svizzera
   Tortelli di Ceci

Torte e Dolci al Cucchiaio
   Albicocche in Composta
   Bavarese Lombarda
   Bianco Mangiare
   Biscottini Puerperali
   Biscotto con lo Zabaione
   Budino alla Napoletana
   Budino alla Tedesca
   Budino di Cioccolata
   Budino di Farina di Riso
   Budino di Limone
   Budino di Mandorle
   Budino di Pane e Cacao
   Budino di Patate
   Budino di Ricotta
   Budino di Riso
   Budino di Semolino
   Budino Gabinetto
   Budino Nero
   Ciarlotta
   Ciarlotta di Mele
   Composta di Cotogne
   Crema
   Crema alla Francese
   Crema Montana
   Croccante Bagno-Maria
   Dolce di Ciliege
   Dolce di Cioccolata
   Dolce di Marroni
   Dolce Firenze
   Dolce Roma
   Dolce Torino
   Frittata a Sgonfiotto
   Gelatina di Arancio
   Gelatina di Fragole
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   Gelatina di Marasche
   Gelatina di Ribes
   Gnocchi di Latte
   Latte alla Portoghese
   Latte Brule'
   Latteruolo
   Latteruolo Semplice
   Le Tazzine
   Mele all'Inglese
   Mele in Gelatina
   Migliaccio di Romagna
   Pallottole di Mandorle
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   Pere in Composta
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   Prugne Giulebbate
   Pudding Cesarino
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   Riso in Composta
   Sformato di Amaretti
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   Soufflet di Castagne
   Soufflet di Cioccolata
   Soufflet di Farina
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   Torta di Ricotta
   Torta di Riso
   Torta di Semolino
   Torta di Zucca Gialla
   Torta Mandorle e Cacao
   Torta Milanese
   Torta Tedesca
   Uova di Neve
   Uovo per un Bambino
   Zabaione
   Zuppa di Limone
   Zuppa di Visciole
   Zuppa Inglese
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Siroppi
   Acetosa di Lampone
   Claret Cup
   Marena
   Marena da Trastullarsi
   Orzata
   Sapa
   Sciroppo di Cedro
   Sciroppo di Lampone
   Sciroppo di Ribes

Conserve
   Conserva di Albicocche
   Conserva di Aranci
   Conserva di Aranci Forti
   Conserva di Asseruole
   Conserva di More
   Conserva di Pomodoro
   Conserva di Ribes
   Conserva di Rose
   Conserva di Susine
   Conserva Dolce
   Conserve di Cotogne
   Gelatina di Cotogne
   Gelatina di Ribes

Liquori
   Elisir di China
   Nocino
   Ponce di Arancio
   Rosolio di Anaci
   Rosolio di Cedro
   Rosolio di Portogallo
   Rosolio Tedesco

Gelati
   Caffe'-Latte Gelato
   Gelato di Albicocche
   Gelato di Amaretti
   Gelato di Aranci
   Gelato di Banane
   Gelato di Ciliege Visciole
   Gelato di Cioccolata
   Gelato di Crema
   Gelato di Fragole
   Gelato di Limone
   Gelato di Marroni
   Gelato di Pesche
   Gelato di Pistacchi
   Gelato di Ribes
   Gelato di Torrone
   Gelato di Tutti i Frutti
   Gelato Latte di Mandorle
   Macedonia
   Pezzo in Gelo (Biscuit)
   Spumone di The
   Zorama

Cose diverse
   Caffe'
   Ciliege in Guazzo
   Cioccolata
   Frutta in Guazzo
   Funghi sott'Olio
   Mandorle Tostate
   Mostarda alla Toscana
   Olive in Salamoia
   Pesche in Ghiaccio
   Pesche nello Spirito
   Ponce alla Parigina
   Ribes alla Francese
   Spezie Fini
   The

Appendice
   Per stomaci deboli

Cibi Afrodisiaci

Andrea Chiari
Lino e la Perla di Labuan

Lino e lo Yeti

Lino e i Coccodrilli

L'Onore di Antonella

Occidente Esagerato

Lino al Tribunale dell'Aja

Prodotti Tipici
Allestimento in Corso

Corsi EnoGastronomici
Allestimento in Corso

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Introduzione  Norme d'Igiene
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Tiberio imperatore diceva che l´uomo, giunto all´età di trentacinque anni, non dovrebbe avere più bisogno di medico. Se questo aforismo, preso in senso largo è vero, non è men vero che il medico, chiamato a tempo, può troncare sul bel principio una malattia ed anche salvarvi da immatura morte; il medico poi se non guarisce, solleva spesso, consola sempre.
La massima dell´imperatore Tiberio è vera in quanto che l´uomo arrivato a metà del corso della vita dovrebbe avere acquistata tanta esperienza sopra sé stesso da conoscere ciò che gli nuoce e ciò che gli giova e con un buon regime dietetico governarsi in modo da tenere in bilico la salute, la qual cosa non è difficile se questa non è minacciata da vizii organici o da qualche viscerale lesione. Oltre a ciò dovrebbe l´uomo, giunto a quell´età, essersi persuaso che la cura profilattica, ossia preventiva, è la migliore, che ben poco evvi a sperare dalle medicine e che il medico più abile è colui che ordina poco e cose semplici.
 
Le persone nervose e troppo sensibili, specialmente se disoccupate ed apprensive, si figurano di aver mille mali che hanno sede solo nella loro immaginazione. Una di queste, parlando di sé stessa, diceva un giorno al suo medico: “Io non capisco come possa campare un uomo con tanti malanni addosso”. Eppure non solo è campata con qualche incomoduccio comune a tanti altri; ma essa ha raggiunto una tarda età.
 
Questi infelici ipocondriaci, che altro non sono, meritano tutto il nostro compatimento imperocché non sanno svincolarsi dalle pastoie in cui li tiene una esagerata e continua paura, e non c´Ã¨ modo a persuaderli, ritenendosi ingannati dallo zelo di coloro che cercano di confortarli. Spesso li vedrete coll´occhio torvo e col polso in mano gettar sospiri, guardarsi con ribrezzo allo specchio ed osservare la lingua; la notte di soprassalto balzar dal letto, spaventati per palpitar del cuore in sussulto. Il vitto per essi è una pena, non solo per la scelta de´ cibi; ma ora temendo di aver mangiato troppo, stanno in apprensione di qualche accidente, ora volendo correggersi con astinenza eccessiva hanno insonnia la notte e sogni molesti. Col pensiero sempre a sé stessi pel timore di prendere un raffreddore o un mal di petto, escono ravvolti in modo che sembrano fegatelli nella rete, e ad ogni po´ d´impressione fredda che sentono soprammettono involucri sopra involucri da disgradarne, sto per dir, le cipolle. Per questi tali non c´Ã¨ medicina che valga e un medico coscienzioso dirà loro: divagatevi, distraetevi, passeggiate spesso all´aria aperta per quanto le vostre forze il comportano, viaggiate, se avete quattrini, in buona compagnia e guarirete. S´intende bene che io in questo scritto parlo alle classi agiate, ché i diseredati dalla fortuna sono costretti, loro malgrado, a fare di necessità virtù e consolarsi riflettendo che la vita attiva e frugale contribuisce alla robustezza dei corpo e alla conservazione della salute. Da questi preliminari passando alla generalità di una buona igiene, permettetemi vi rammenti alcuni precetti che godono da lungo tempo la sanzione scientifica, ma che non sono ripetuti mai abbastanza; e per primo, parlandovi del vestiario, mi rivolgo alle signore mamme e dico ad esse: cominciate a vestir leggieri, fino dall´infanzia, i vostri bambini, che poi fatti adulti con questo metodo risentiranno meno le brusche variazioni dell´atmosfera e andranno meno soggetti alle infreddature, alle bronchiti. Se poi, durante l´inverno, non eleverete ne´ vostri appartamenti il calore delle stufe oltre ai 12 o 14 gradi, vi salverete probabilmente dalle polmoniti che sono così frequenti oggigiorno.
Alle prime frescure non vi aggravate, a un tratto, di troppi panni, basta un indumento esterno e precario per poterlo deporre e riprendere a piacere nel frequente alternarsi della stagione fino a che non saremo entrati nel freddo costante. Quando poi vi avvicinate alla primavera rammentatevi allora del seguente proverbio che io trovo di una verità indiscutibile:
 
Di aprile non ti alleggerire,
Di maggio va´ adagio,
Di giugno getta via lo cotticugno,
Ma non lo impegnare
 
Ché potrebbe abbisognare.Cercate di abitar case sane con molta luce e ventilate: dov’entra il sole fuggono le malattie. Compassionate quelle signore che ricevono quasi all´oscuro, che quando andate a visitarle inciampate nei mobili e non sapete dove posare il cappello. Per questo loro costume di vivere quasi sempre nella penombra, di non far moto a piedi e all´aria libera ed aperta, e perché tende naturalmente il loro sesso a ber poco vino e a cibarsi scarsamente di carne, preferendo i vegetali e i dolciumi, non trovate fra loro le guance rosee, indizio di prospera salute, le belle carnagioni tutto sangue e latte, non cicce sode, ma floscie e visi come le vecce fatte nascere al buio per adornare i sepolcri il giovedì santo. Qual maraviglia allora di veder fra le donne tante isteriche, nevrotiche ed anemiche??
A mangiare d´ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia. Chi fa delle esclusioni parecchie offende gli altri e il capo di casa, costretti a seguirlo per non raddoppiar le pietanze. Non vi fate schiavi del vostro stomaco: questo viscere capriccioso, che si sdegna per poco, pare si diletti di tormentare specialmente coloro che mangiano più del bisogno, vizio comune di chi non è costretto dalla necessita al vitto frugale. A dargli retta, ora con le sue nausee ora col rimandarvi alla gola il sapore de´ cibi ricevuti ed ora con moleste acidità, vi ridurrebbe al regime de´ convalescenti. In questi casi, se non avete nulla a rimproverarvi per istravizio, muovetegli guerra; combattetelo corpo a corpo per vedere di vincerlo; ma se poi assolutamente la natura si ribella ad un dato alimento, allora solo concedetegli la vittoria e smettete.
 
Chi non esercita attività muscolare deve vivere più parco degli altri e a questo proposito Agnolo Pandolfini nel Trattato del governo della famiglia, dice: “Trovo che molto giova la dieta, la sobrietà, non mangiare, non bere, se non vi sentite fame o sete. E provo in me questo, per cosa cruda e dura che sia a digestire, vecchio come io sono, dall´un sole all´altro mi trovo averla digestita. Figliuoli miei, prendete questa regola brieve, generale e molto perfetta. Ponete cura in conoscere qual cosa v´Ã¨ nociva, e da quella vi guardate; e quale vi giova e fa pro quella seguite e continuate”.
Allo svegliarvi la mattina consultate ciò che più si confà al vostro stomaco; se non lo sentite del tutto libero limitatevi ad una tazza di caffè nero, e se la fate precedere da mezzo bicchier d´acqua frammista a caffè servirà meglio a sbarazzarvi dai residui di una imperfetta digestione. Se poi vi trovate in perfetto stato e (avvertendo di non pigliare abbaglio perché c´Ã¨ anche la falsa fame) sentite subito bisogno di cibo, indizio certo di buona salute e pronostico di lunga vita, allora viene opportuno, a seconda del vostro gusto, col caffè nero un crostino imburrato, o il caffè col latte, oppure la cioccolata. Dopo quattr´ore circa, che tante occorrono per digerire una colazione ancorché scarsa e liquida, si passa secondo l´uso moderno alla colazione solida delle 11 o del mezzogiorno.
 
Questo pasto, per essere il primo della giornata, è sempre il più appetitoso, e perciò non conviene levarsi del tutto la fame, se volete gustare il pranzo e, ammenoché non conduciate vita attiva e di lavoro muscolare, non è bene il pasteggiar col vino, perché il rosso non è di facile digestione e il bianco essendo alcoolico, turba la mente se questa deve stare applicata.
 
Meglio è il pasteggiar la mattina con acqua pura e bere in fine un bicchierino o due di vino da bottiglia, oppure il far uso di the semplice o col latte che io trovo molto omogeneo; non aggrava lo stomaco e, come alimento nervoso e caldo aiuta a digerire.
 
Nel pranzo, che è il pasto principale della giornata e, direi, quasi una festa di famiglia, si può scialare, ma più durante l´inverno che nell´estate, perché nel caldo si richiedono alimenti leggieri e facili a digerirsi. Più e diverse qualità di cibi, dei due regni della natura, ove predomini l´elemento carneo, contribuiscono meglio a una buona digestione specialmente se annaffiati da vino vecchio ed asciutto; ma guardatevi dalle scorpacciate come pure da quei cibi che sono soliti a sciogliervi il corpo, e non dilavate lo stomaco col troppo bere. A questo proposito alcuni igienisti consigliano il pasteggiar coll´acqua anche durante il pranzo, serbando il vino alla fine. Fatelo se ve ne sentite il coraggio; a me sembra un troppo pretendere.
 
Se volete una buona regola, nel pranzo arrestatevi al primo boccone che vi fa nausea e senz´altro passate al dessert. Un´altra buona consuetudine contro le indigestioni e all´esuberanza di nutrimento è di mangiar leggiero il giorno appresso a quello in cui vi siete nutriti di cibi gravi e pesanti.
 
Il gelato non nuoce alla fine del pranzo, anzi giova, perché richiama al ventricolo il calore opportuno a ben digerire; ma guardatevi sempre, se la sete non ve lo impone, di bere tra un pasto e l´altro, per non disturbare la digestione, avendo bisogno questo lavoro di alta chimica della natura di non essere molestato.
 
Fra la colazione e il pranzo lasciate correre un intervallo di sette ore, che tante occorrono per una completa digestione, anzi non bastano per quelli che l´hanno lenta, cosicché avendo luogo la colazione alle undici, meglio è trasportare il pranzo alle sette; ma veramente non si dovrebbe ritornare al cibo altro che quando lo stomaco chiama con insistenza soccorso, e questo bisogno tanto più presto si farà imperioso se lo provocate con una passeggiata all´aria libera oppure con qualche esercizio temperato e piacevole.
 
“L’esercizio, dice il precitato Agnolo Pandolfini, conserva la vita, accende il caldo e il vigore naturale, schiuma superchie e cattive materie e umori, fortifica ogni virtù del corpo e de´ nervi; è necessario a´ giovani, utile a´ vecchi. Colui non faccia esercizio, che non vuole vivere sano e lieto. Socrate, si legge, in casa ballava e saltava per esercitarsi. La vita modesta, riposata e lieta fu sempre ottima medicina alla sanità”.
 
La temperanza e l´esercizio dei corpo sono dunque i due perni su cui la salute si aggira; ma avvertite che quando eccede, cangiata in vizio la virtù si vede, imperocché le perdite continue dell´organismo hanno bisogno di riparazione. Dalla pletora per troppo nutrimento guardatevi dal cadere nell´eccesso opposto di una scarsa e insufficiente alimentazione per non lasciarvi indebolire.
 
Durante l´adolescenza ossia nel crescere, l´uomo ha bisogno di molto nutrimento; per l´adulto e specialmente pel vecchio la moderazione nel cibo è indispensabile virtù per prolungare la vita.
 
A coloro che hanno conservata ancora la beata usanza de´ nostri padri di pranzare a mezzogiorno o al tocco, rammenterò l´antichissimo adagio: Post prandium stabis et post cenam ambulabis; a tutti poi, che la prima digestione si fa in bocca, quindi non si potrebbe mai abbastanza raccomandare la conservazione dei denti, per triturare e macinare convenientemente i cibi, che coll´aiuto della saliva, si digeriscono assai meglio di quelli tritati e pestati in cucina, i quali richiedono poca masticazione, riescono pesanti allo stomaco, come se questo viscere sentisse sdegno per avergli tolto parte del suo lavoro; anzi molti cibi riputati indigesti possono riescire digeribili e gustati meglio mediante una forte masticazione.
 
Se con la guida di queste norme saprete regolar bene il vostro stomaco, da debole che era il renderete forte, e se forte di natura, tale il conserverete senza ricorrere ai medicamenti. Rifuggite dai purganti, che sono una rovina se usati di frequente, e ricorrete ad essi ben di rado e soltanto quando la necessità il richieda. Molte volte le bestie col loro istinto naturale e fors´anche col raziocinio insegnano a noi come regolarci: il mio carissimo amico Sibillone, quando prendeva un´indigestione, stava un giorno o due senza mangiare e l´andava a smaltire sui tetti. Sono quindi da deplorare quelle pietose mamme che, per un´esagerazione del sentimento materno, tengono gli occhi sempre intenti alla salute de´ loro piccini e ad ogni istante che li vedono un po´ mogi o non obbedienti al secesso, con quella fisima sempre in capo de´ bachi, i quali il più sovente non sono che nella loro immaginazione, non lasciano agir la natura che, in quella età rigogliosa ed esuberante di vita, fa prodigi lasciata a se stessa; ma ricorrono subito al medicamento, al clistere.
 
L´uso de´ liquori che, a non istare in guardia diventa abuso, è riprovato da tutti gli igienisti pei guasti irreparabili che cagionano nell´organismo umano. Può fare eccezione soltanto un qualche leggero poncino di cognac (sia pure con l´odore del rhum) nelle fredde serate d´inverno, perché aiuta nella notte la digestione e vi trovate la mattina con lo stomaco più libero e la bocca migliore.
Male, male assai poi fanno coloro che si lasciano vincere dal vino. A poco a poco, sentono nausea al cibo e si nutrono quasi esclusivamente di quello; indi si degradano agli occhi del mondo, diventando ridicoli, pericolosi e bestiali. C´era un mercante che quando arrivava in una città si fermava ad una cantonata per osservar la gente che passava e quando vedeva uno col naso rosso era sollecito a chiedergli dove si vendeva il vino buono. Anche passando sopra al marchio d´intemperanza che questo vizio imprime spesso sul viso, e a certe scene che destano soltanto un senso d´ilarità - come quella di un cuoco il quale, mentre i suoi padroni aspettavano a cena, teneva la padella sopra l´acquaio e furiosamente faceva vento al di sotto - è certo che quando vedete questi beoni, che cogli occhi imbambolati, mal pronunciando l´erre dicono e fanno sciocchezze spesso compromettenti, vi sentite serrare il cuore nel timore che non si passi alle risse e dalle risse al coltello come avviene sovente. Persistendo ancora in questo vizio brutale, che si fa sempre più imperioso, si diventa ubriaconi incorreggibili; i quali tutti finiscono miseramente.
 
Neppure sono da lodarsi coloro che cercano di procrastinare l´appetito cogli eccitanti, imperocché se avvezzate il ventricolo ad aver bisogno di agenti esterni per aiutarlo a digerire finirete per isnervare la sua vitalità e l´elaborazione de´ succhi gastrici diverrà difettosa. Quanto al sonno e il riposo sono funzioni assolutamente relative da conformarle al bisogno dell´individuo, poiché tutti non siamo ugualmente conformati, e segue talvolta che uno si senta un malessere generale e indefinibile senza potersene rendere ragione e questo da altro non deriva che da mancanza di riposo riparatore.Chiudo la serie di questi precetti, gettati giù così alla buona e senza pretese, coi seguenti due proverbi, tolti dalla letteratura straniera, non senza augurare al lettore felicità e lunga
vita.
 
PROVERBIO INGLESE
Early to bed and early to rise
Makes a man healthy, wealthy and wise
Coricarsi presto ed alzarsi presto
Fanno l´uomo sano, ricco e saggio.
 
PROVERBIO FRANCESE
Se lever à six, déjeuner a dix
Diner à six, se coucher à dix,
Fait vivre l’homme dix fois dix.
 Alzarsi alle sei, far colazione alle dieci,
Pranzare alle sei, coricarsi alle dieci
Fa viver l´uomo dieci volte dieci.
 
Lettera del poeta Lorenzo Stecchetti (Olindo Guerrini) a cui mandai in dono una copia del mio libro di cucina, terza edizione:


On. Signor mio,

Ella non può immaginate che gradita sorpresa mi abbia fatto il suo volume, dove si compiacque di ricordarmi! Io sono stato e sono uno degli apostoli più ferventi ed antichi dell´opera sua che ho trovato la migliore, la più pratica, e la più bella, non dico di tutte le italiane che sono vere birbonate, ma anche delle straniere. Ricorda ella il Vialardi che fa testo in Piemonte?


“GILLÒ ABBRAGIATO. - La volaglia spennata si abbrustia, non si sboglienta, ma la longia di bue piccata di trifola cesellata e di giambone, si ruola a forma di valigia in una braciera con butirro. Umiditela soventemente con grassa e sgorgate e imbianchite due animelle e fatene una farcia da chenelle grosse un turacciolo, da bordare la longia. Cotta che sia, giusta di sale, verniciatela con salsa di tomatiche ridotta spessa da velare e fate per guarnitura una macedonia di mellonetti e zuccotti e servite in terrina ben caldo”.


Non è nel libro, ma i termini ci sono tutti.

Quanto agli altri Re dei Cuochi, Regina delle Cuoche ed altre maestà culinarie, non abbiamo che traduzioni dal francese o compilazioni sgangherate. Per trovare una ricetta pratica e adatta per una famiglia bisogna andare a tentone, indovinare, sbagliare. Quindi benedetto l’Artusi! È un coro questo, un coro che le viene di Romagna, dove ho predicato con vero entusiasmo il suo volume. Da ogni parte me ne vennero elogi. Un mio caro parente mi scriveva: “Finalmente abbiamo un libro di cucina e non di cannibalismo, perché tutti gli altri dicono: prendete il vostro fegato, tagliatelo a fette, ecc.” e mi ringraziava.

Avevo anch’io l’idea di fare un libro di cucina da mettere nei manuali dell’Hoepli. Avrei voluto fare un libro, come si dice di volgarizzazione; ma un poco il tempo mi mancò, un poco ragioni di bilancio mi rendevano difficile la parte sperimentale e finalmente venne il suo libro che mi scoraggiò affatto. L’idea mi passò, ma mi è rimasta una discreta collezione di libri di cucina che fa bella mostra di sé in uno scaffale della sala da pranzo. La prima edizione del suo libro, rilegata, interfogliata ed arricchita (?) di parecchie ricette, vi ha il posto d’onore. La seconda serve alla consultazione quotidiana e la terza ruberà ora il posto d’onore alla prima perché superba dell’autografo dell’Autore.

Così, come Ella vede, da un pezzo conosco, stimo e consiglio l’opera sua ed Ella intenda perciò con che vivissimo piacere abbia accolto l’esemplare cortesemente inviatomi. Prima il mio stomaco solo provava una doverosa riconoscenza verso di Lei; ora allo stomaco si aggiunge l’animo. È perciò, Egregio Signore, che rendendole vivissime grazie del dono e della cortesia, mi onoro di rassegnarmi colla dovuta gratitudine e stima.

Bologna, 19-XII-96

Suo Dev.mo

Olindo Guerrini

La contessa Maria Fantoni, ora vedova dell’illustre professor Paolo Mantegazza, mi fece la inaspettata sorpresa di onorarmi dell’infrascritta lettera, la quale serbo in conto di gradito premio alle mie povere fatiche.


 

San Terenzo (Golfo della Spezia)

14 novembre ’97


Gentil.mo Signor Artusi,

Mi scusi la sfacciataggine, ma sento proprio il bisogno di dirle, quanto il suo libro mi sia utile e caro; sì, caro, perché nemmeno uno dei piatti che ho fatto mi è riuscito poco bene, e anzi taluni così perfetti da riceverne elogi, e siccome il merito è suo, voglio dirglielo per ringraziarlo sinceramente.

Ho fatto una sua gelatina di cotogne che anderà in America; l´ho mandata a mio figliastro a Buenos Ayres e sono sicura che sarà apprezzata al suo giusto valore. E poi lei scrive e descrive così chiaramente che il mettere in esecuzione le sue ricette è un vero piacere e io ne provo soddisfazione.

Tutto questo volevo dirle e per questo mi sono permessa indirizzarle questa lettera.

Mio marito vuole esserle rammentato con affetto.

Ed io le stringo la mano riconoscentissima.

Maria Mantegazza

Le commedie della cucina, ossia la disperazione dei poveri cuochi, quando i loro padroni invitano gli amici a pranzo (scena tolta dal vero, soltanto i nomi cambiati):

Dice il padrone al suo cuoco:

- Bada Francesco che la signora Carli non mangia pesce, né fresco né salato, e non tollera neanche l´odore de´ suoi derivati. Lo sai già che il marchese Gandi sente disgusto all´odore della vainiglia. Guardati bene dalla noce moscata e dalle spezie, perché l´avvocato Cesari questi aromi li detesta. Nei dolci che farai avverti di escludere le mandorle amare, ché non li mangerebbe Donna Matilde d´Alcantara. Già sai che il mio buon amico Moscardi non fa mai uso nella sua cucina di prosciutto, lardo, carnesecca e lardone, perché questi condimenti gli promuovono le flatulenze; dunque non ne usare in questo pranzo onde non si dovesse ammalare.

Francesco, che sta ad ascoltare il padrone a bocca aperta, finalmente esclama:

- Ne ha più delle esclusioni da fare, sior padrone?

- A dirti il vero, io che conosco il gusto de´ miei invitati, ne avrei qualche altra su cui metterti in guardia. So che qualcuno di loro fa eccezione alla carne di castrato e dice che sa di sego, altri che l´agnello non è di facile digestione; diversi poi mi asserirono, accademicamente parlando, che quando mangiano cavolo o patate sono presi da timpanite, cioè portano il corpo gonfio tutta la notte e fanno sognacci; ma per questi tiriamo via, passiamoci sopra.

- Allora ho capito - soggiunge il cuoco, e partendo borbotta tra sé: - Per contentare tutti questi signori e scongiurare la timpanite, mi recherò alla residenza di Marco (il ciuco di casa) a chiedergli, per grazia, il suo savio parere e un vassoio de´ suoi prodotti, senza il relativo condimento!

 

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